Odoo è cresciuto tantissimo da quando è nato nel 2005, in una maniera esponenziale che si può in parte spiegare con il metodo di sviluppo che usa.

Se non fosse open source, non ci sarebbe una comunità di utenti e sviluppatori così ampia, e sarebbe probabilmente stato un ERP come un altro, dei tantissimi che esistono in ambito closed.

Se non avesse una struttura modulare ed estendibile, farebbe probabilmente parte di altri progetti che esistono in ambito Linux ma che sono molto limitati, e per questo hanno poco sviluppo.

Se non fosse nata intorno ad esso una logica collaborativa (magari con qualche incertezza in alcune occasioni), non sarebbe arrivato al punto in cui è ora.

Per questo è importante capire il ruolo dell’OCA e nel dettaglio della localizzazione italiana nella crescita di Odoo, e su questo tema (parlando poi dell’ereditarietà nella programmazione) sarò presente al Linux Day 2018 di Vicenza, come socio del LUG di Vicenza, di cui trovate la pagina ufficiale sul sito del LUG Vicenza.

L’open-source porta evidenti vantaggi in termini di sicurezza e sviluppo oltre a economici, per la disponibilità del codice, ma vengono sfruttati bene? Oppure sono dei cliché?

Spesso non è facile trovare una linea comune da seguire nello sviluppo, né si potrà mai trovarne una definitiva (vedi quante versioni di Linux esistono), però ci sono delle regole che si possono seguire per lavorare ‘meno’ e meglio.

Certamente queste regole comportano un impegno maggiore, ma alla fine il vantaggio è assicurato: nessuno vuole sprecare il suo tempo!

L’ingresso è libero e gratuito, perciò non mancate!