Spesso si sente dire che un punto dolente nel panorama industriale italiano è la (bassa) produttività, che, unita agli alti costi di produzione (stipendi, energia) e all’imposizione fiscale, rende i prodotti italiani poco concorrenziali.

Nel passato la bassa produttività veniva compensata dagli altri fattori, oggi non è più così, per cui siamo al momento in cui “i nodi vengono al pettine”.

Ma come si crea la produttività? Nel passato la logica del “paròn” (scusate, essendo in Veneto …) era di stimolare la velocità dell’operaio/impiegato, che certamente qualche risultato ha portato, ma al giorno d’oggi è ancora sufficiente?

Se guardiamo all’esempio tedesco, la produttività è il diretto risultato di investimenti in macchinari migliori o in strumenti di gestione innovativi.

Esistono aziende che gestiscono tutto il loro flusso informativo con un sistema unico, dalle telefonate in entrata, ai preventivi, ai rendiconti periodici, alla gestione dei venditori, passando per la contabilità, i pagamenti e gli incassi, i preventivi d’acquisto, la gestione delle assunzioni, e tanto altro. Quanto produce questo in termini di miglioramento della produttività del sistema-azienda?

Gli ERP, come SAP o OpenERP, sono nati per questo, e fanno parte degli investimenti che producono.