Quanto volte dobbiamo aggiornare un software? Spesso, di solito almeno una o più volte l’anno. Certo i programmi non sono come le macchine, che si comprano con certe caratteristiche e poi restano tali e quali finchè non si rottamano, a parte modifiche estetiche. I programmi hanno bisogno di essere aggiornati, altrimenti non sono al passo con i tempi. Ma è proprio così?

Qualcuno insinua che sono gli informatici (prendendo dentro programmatori e imprenditori del software) che devono pur campare, per cui anche se un programma è ok, devono inventarsi qualcosa per prendersi lo stipendio a fine mese. Altri dicono che è ovvio che non è così, i programmi devono sempre essere perfezionati, altrimenti non servono a niente, e chi usa un software vecchio è un indietrista…

Io mi sono fatto un’opinione a metà strada, forse perchè non ho una cultura informatica. Potrei dire che uso sia MSOffice che OpenOffice.org, una suite per l’ufficio paragonabile a MSOffice, che sono entrambe in scarsità di aggiornamenti (la prima perchè è in versione 2003, l’altra perchè è stata ceduta/passata di mano e forkata in LibreOffice).

Ebbene, entrambe funzionano egregiamente. E continueranno a farlo, perchè il software non si consuma, al contrario dell’hardware. Per cui attenzione a chi richiede un continuo aggiornamento del proprio software, potrebbe essere perchè:

  • c’è un aggiornamento sull’IVA;
  • hanno scoperto una possibile falla di sicurezza;
  • hanno creato una nuova funzione;

però potrebbe anche essere che:

  • vi hanno venduto un software poco testato;
  • vogliono arrotondare a fine mese;
  • sono “fondamentalisti” per cui si aggiorna sempre, tutti, a qualsiasi costo.

In genere, gli aggiornamenti sono processi che comportano un certo rischio, per cui è preferibile farli a ragion veduta.